I bambini piccoli hanno bisogno di succhiare per due motivi:

  • è il loro modo per calmarsi e darsi conforto
  • è un modo per conoscere l’ambiente circostante. Infatti dalla nascita ai 18 mesi circa il bambino attraversa la “fase orale” che consiste nel sperimentare il mondo attraverso l’uso della bocca. Per questo motivo è normale che la maggior parte dei bambini trovi nel ciuccio un piacere rassicurante.

Tuttavia, ci sono bambini che non vogliono proprio saperne di prendere il ciuccio: in questo caso non bisogna forzarli ad accettare un oggetto che non desiderano!

Numerosi studi confermano che l’uso del ciuccio durante il sonno può fornire una protezione ulteriore contro il rischio di SIDS (la sindrome della morte in culla del lattante).

Il ciuccio, inoltre, è un comodo alleato per consolare il bambino quando non si può rispondere in altro modo. Tuttavia, il grosso inconveniente del ciuccio è che molti genitori finiscono per utilizzarlo come “tappo”, cioè lo danno al piccolo ogni volta che piange, senza tentare prima altre forme di consolazione e cercare di capire il vero motivo del pianto. E’ fondamentale ricordarsi che il pianto è l’unico modo che un bambino molto piccolo ha per poter comunicare i suoi bisogni!

 

QUALE CIUCCIO SCEGLIERE?

 

In commercio esistono diversi modelli di ciuccio: TETTARELLE (a goccia, anatomiche, a ciliegia) e MASCHERINE (tonde e a farfalla).

Il mio consiglio è quello di orientarsi su ciucci che rispettino l’anatomia della bocca in base alla fascia di età del bambino.

Per quanto riguarda i materiali, i ciucci possono essere in silicone o in caucciù.

  • SILICONE: i ciucci realizzati in silicone sono indeformabili, non assorbono odori e sapori e non subiscono alterazioni anche se sterilizzati frequentemente. Tuttavia, è abbastanza facile che si rompano se incisi con i dentini; per questo motivo sono particolarmente adatti a bambini sotto i 6 mesi.
  • CAUCCIU‘: i ciucci realizzati in caucciù sono più resistenti alla pressione dei denti, ma assorbono odori e sapori e se subiscono molte sterilizzazioni possono rovinarsi. Per questi motivi, sono adatti a partire dai 6 mesi (età in cui iniziano a spuntare i primi dentini e non è più necessario sterilizzare).

 

CIUCCIO E ALLATTAMENTO AL SENO:

 

Se la mamma allatta al seno, il ciuccio non deve essere offerto per i primi 30-40 giorni di vita del bambino. Infatti, la modalità di suzione del ciuccio è diversa rispetto a quella del capezzolo e il neonato potrebbe confondersi e non riuscire più ad attaccarsi al seno in maniera efficace, compromettendo così il buon avvio dell’allattamento. Il problema non si pone in caso di allattamento artificiale, in quanto la tecnica di suzione del ciuccio e del biberon sono identiche.

 

MEGLIO IL CIUCCIO O IL DITO IN BOCCA?

 

Il dito in bocca è una forma di consolazione che può instaurarsi in alternativa al ciuccio. Da una parte può essere considerato migliore perché non cade ed è sempre a disposizione del bambino; dall’altra, si pensa sia più dannoso rispetto al ciuccio in quanto non avendo una forma anatomica potrebbe avere maggiori probabilità di effetti negativi sul palato. Inoltre, è molto più difficile da togliere rispetto al ciuccio. Ovviamente se il bambino non ne vuole sapere del ciuccio e continua a succhiarsi il pollice non possiamo farci niente!

Il ciuccio, fino ai 2-3 anni, non interferisce con la formazione delle arcate dentarie, ma un uso prolungato nel tempo potrebbe creare problemi di malocclusione quindi è bene toglierlo entro i tre anni, ancor meglio intorno ai due. Ciò che è realmente dannoso è l’abitudine di intingere il ciuccio in sostanze dolci come zucchero e miele prima di darlo ai bambini, in quanto potrebbe favorire la formazione di carie anche nei denti da latte.

A partire dal secondo anno di vita del bambino, è bene iniziare a limitare l’utilizzo del ciuccio abituandolo ad averlo solo per la nanna o in particolari momenti di sconforto. Non dobbiamo abituare il bambino ad avere il ciuccio in bocca tutto il giorno, se il bambino è sereno e sta giocando non ha bisogno di tenere il ciuccio! Così facendo, sarà più facile per il bambino lasciarlo quando sarà arrivato il momento…

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